L’integrazione scolastica

Il processo di inclusione degli alunni con disabilità nelle scuole di ogni ordine e grado ha fatto registrare in Italia, in poco più di 20 anni, risultati considerevoli. Grazie all’evoluzione del quadro normativo, il nostro Paese é all’avanguardia nella legislazione sociale sull’integrazione scolastica, in campo non solo europeo, ma addirittura mondiale, dove invece sono ancora operanti sia gli istituti educativi speciali sia le classi differenziali.

Il percorso è iniziato con la legge 4 agosto 1977 n. 517 (“Norme sulla valutazione degli alunni e sull’abolizione degli esami di riparazione nonché altre norme di modifica dell’ordinamento scolastico”) che ha sancito il diritto allo studio delle persone con disabilità nella scuola di tutti e ha visto una tappa significativa nella pubblicazione della legge quadro sull’handicap n. 104 del 5 Febbraio 1992 (“Legge-quadro per l’assistenza, l’integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate”). Tale legge ha espresso una nuova visione della condizione di disabilità e delle persone che ne sono portatrici: queste, infatti, sono ora soggetti di diritto e non più soggetti cui si dispensa beneficenza ed assistenza.

Il diritto all’integrazione scolastica, sancito all’interno della suddetta legge, rappresenta una conquista culturale significativa per la scuola italiana che ha tentato, negli anni, di adeguare le proprie strutture e il proprio modo di essere alle esigenze di crescita e di valorizzazione della persona umana.

Come dice Ianes1, obiettivo dell’inclusione scolastica è dare risposte efficaci agli allievi con bisogni educativi speciali, con o senza certificazione, secondo il principio di una speciale normalità. Una normalità più ricca di risorse, più sensibile ai vari bisogni e più attenta ai bisogni di partecipazione e di apprendimento di tutti gli alunni, nessuno escluso.

La prospettiva in cui deve porsi la scuola, oggi, è pensare l’allievo con disabilità adulto. Un minore o un ragazzo con disabilità cresce nella misura in cui non rimane un “eterno bambino”, ma di volta in volta si appropria dei differenti ruoli esercitati nei vari contesti di vita (famiglia, scuola, lavoro, società), ognuno con le responsabilità che essi comportano, sia pure rapportate alla presenza di una disabilità con le relative compromissioni.

In linea con tale ottica, le scuole dell’Istituto Suor Orsola Benincasa sostengono la promozione di un ‘”educazione” alla diversità, incentrata sulla formazione di una coscienza civile, critica ed aperta, che induce l’allievo a rispettare e comprendere il valore della disabilità in quanto diversità, che deve essere impiegata costruttivamente come una risorsa da mettere a disposizione dell’intera comunità scolastica.

Il lavoro delle scuole si concretizza in un contatto con gli operatori dell’ASL che hanno il compito di redigere la Diagnosi Funzionale (DF) dello studente che vive una condizione di disabilità, se richiesta dai familiari, a cui segue la stesura del Piano Educativo Individualizzato (PEI) e del Profilo Dinamico Funzionale (PDF), entrambi affidati al GLHO (Gruppo di Lavoro Handicap Operativo sul singolo allievo). Il GLHO è composto dal Consiglio di Classe (insegnanti curricolari e di sostegno), operatori dell’ASL che seguono il percorso (ri)abilitativo dell’alunno con disabilità, i genitori dell’alunno ed un esperto richiesto dalla famiglia di loro fiducia e/o dell’Associazione di cui fanno parte. Tale gruppo di lavoro ha il compito di verificare l’attuazione dei PEI e PDF e l’efficacia dell’intervento scolastico.

Inoltre, il GLHI (Gruppo di Lavoro Handicap d’Istituto) ha compiti di organizzazione e di indirizzo ed è composto dai rappresentanti degli insegnanti di sostegno e curriculari, dai rappresentanti degli Enti Locali, dai rappresentanti delle ASL, dai rappresentanti dei genitori di tutti gli alunni e dai rappresentanti delle Associazioni e/o di familiari dei ragazzi con disabilità, nonché, per la scuola superiore da rappresentanti degli studenti. Ha il compito di creare rapporti con il territorio per una mappa e programmazione delle risorse e di collaborare alle iniziative educative di integrazione predisposte dal piano educativo. Il GLHI può avanzare delle proposte al Collegio dei Docenti, il quale ne tiene conto nell’elaborazione del POF.

Le Scuole si avvalgono del supporto del SAAD, Servizio di Ateneo per le Attività degli studenti con Disabilità dell’Università degli Studi Suor Orsola Benincasa, la cui offerta è consultabile all’indirizzo internet http://www.unisob.na.it/universita/saad/index.htm.

Compito del SAAD è trasferire le buone prassi maturate nel corso della sua esperienza in ambito universitario, diventando punto di riferimento con le proprie competenze e mettendo a disposizione le risorse umane presenti nella sua organizzazione.

 

1 Il Piano Educativo Individualizzato a cura di Dario Ianes e Sofia Cramerotti ed Erickson 2007